← Blog
Investimenti

Inflazione e risparmi: perché il conto corrente è il peggior investimento che tu possa fare

12 Aprile 2026 · 6 min di lettura

Gli italiani hanno circa 1.800 miliardi di euro fermi su conti correnti e depositi a breve termine. È la cifra più alta d'Europa in rapporto al PIL. Dietro questo dato c'è un mix di prudenza culturale, sfiducia nei mercati finanziari e mancanza di informazione. Il problema è che tenere i soldi fermi non è una scelta neutrale: è una scelta attiva di perdere potere d'acquisto ogni anno.

L'inflazione erode i risparmi in modo invisibile

Con un'inflazione del 2% annuo — l'obiettivo della BCE e la media storica dell'eurozona — il potere d'acquisto di 10.000 euro si riduce del 18% in 10 anni e del 33% in 20 anni. In cifre assolute: quei 10.000 euro del 2026 valgono come 8.200 euro del 2016 in termini di quello che puoi comprare.

Il conto corrente paga mediamente lo 0,1-0,3% di interesse lordo in Italia. Al netto dell'imposta del 26% sui rendimenti finanziari, è quasi zero. Quindi chi tiene i soldi sul conto corrente perde ogni anno circa 2 punti percentuali di potere d'acquisto, silenziosamente, senza che nessuno glielo dica.

Il conto deposito: primo passo fuori dal conto corrente

Il conto deposito è il primo strumento da considerare per chi vuole uscire dal conto corrente senza rischiare nulla. Nel 2026 i conti deposito vincolati offrono rendimenti lordi del 3-4% annuo, garantiti fino a 100.000 euro dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Al netto della tassazione del 26%, un conto deposito al 3,5% rende circa il 2,6% netto — abbastanza da pareggiare o superare l'inflazione.

"Non investire non è una scelta sicura. È una scelta di perdere il 2% di potere d'acquisto ogni anno, garantito."

ETF obbligazionari: il passo successivo

Per chi ha un orizzonte di almeno 2-3 anni e vuole qualcosa di più del conto deposito, gli ETF obbligazionari governativi o corporate investment grade offrono rendimenti storicamente superiori con rischio contenuto. Un ETF su titoli di stato europei a breve termine rende oggi il 3-4% lordo annuo con una volatilità molto bassa.

Il portafoglio permanente per chi non vuole pensarci

Una soluzione elegante per chi non vuole seguire i mercati è il cosiddetto portafoglio permanente di Harry Browne: 25% azioni, 25% obbligazioni a lungo termine, 25% oro, 25% liquidità. Storicamente ha reso circa il 5% annuo con una volatilità bassa e non ha mai perso più del 15% in un anno singolo. Può essere costruito con 4 ETF e ribilanciato una volta l'anno.

Trova la tua allocazione ideale tra liquidità, obbligazioni e azioni.

Usa lo strumento investimenti →
← Torna al blog